vieni qui che ti faccio l'amore degli uomini. |
| venerdì, dicembre 31, 2004 buon anno ragazzi
domenica, dicembre 26, 2004 tokyo decadenceora ne avete da leggerebenchè il vostro amico brullonulla viva da anni in questa città di merda, egli è ancora il rustico e ingenuo ragazzo di un tempo. nato e cresciuto nell'arida, industriale e depressa la spezia, condotti i suoi studi superiori nella triviale e campagnola sarzana , brullonulla è migrato nella metropoli privo di un vero bagaglio di conoscenze nei confronti delle nequizie della vita moderna. senza mezzi termini: brullonulla ha sempre ascoltato indie rock. anche quando ebbe la sua parentesi punk in cui faceva girare vinili di teengenerate e screeching weasel, anche quando per un paio d'anni andò in ritiro spirituale e ascoltò soltanto musica classica e avanguardia, egli non cessò mai di essere legato a doppio filo a ciò che la plebaglia chiama indie rock. i primi dischi con cui crebbe brullonulla erano di sonic youth, pavement, slint.
ora, cosa significava ascoltare indie rock a la spezia? a la spezia, negli anni dell'adolescenza, c'erano varie categorie di disadattati. c'era una discreta e balzana scena punk/hc, che brullonulla si pregiava di frequentare. notevole del periodo era che nella scena punk tutti chiavavano con tutti, tranne me, che facevo da perno immobile intorno a tutto ciò (tuttora non mi sono mai scopato nessuna nella ex-scena punk di spezia. neanche limonato,temo). attorno a questa ronzavano alcuni supposti dark. inoltre c'era il rigoglioso giro dei punk rockers, tenuti in piedi da persone più o meno rispettabili.
in tutto questo giro, colmo di orgogli e scazzi, non c'era posto per l'indie rock. quando facevo sentire alla gente gli allora notevoli trumans water la risposta base che mi sentivo dare era "ma chi sono 'sti cretini". quando parlavo dei guided by voices l'unico che capiva era l'edicolante dei jumping cherries e ONQ, il quale è sempre stato il punto di riferimento spezzino per tutto ciò. perchè a la spezia non c'era una scena intorno all'indie rock. a la spezia se ascoltavi indie rock non eri un indie rocker: non eri nessuno, perchè il termine indie rock era sconosciuto al vocabolario degli umani. cosa significava dunque ascoltare i palace o i june of 44 a spezia? essenzialmente significava che eri disadattato tra i disadattati, paria tra i paria. ai tempi della mia adolescenza ero pessimista e triste (non che adesso sia una caramella d'allegria), e quindi ascoltavo musica pessimista e triste. il punk non era certo pessimista e triste, con tutta 'sta voglia di cambiare il sistema e di fare cose. il dark era troppo romantico e pacchiano, e adatto solo a quelli che giocano a esser tristi ma che in realtà si fanno succhiare il cazzo da diecimila sedicenni tanto gotiche. sicchè ai tempi giravo con una tascapane color verde militare con scritto gigantesco "PALACE" e sotto i can't offer you anything better than dying, so take it (la citazione ve la cercate da voi). più avanti una tascapane analoga recò la scritta "solo ciò che è TRISTE può essere bello", dove la parola 'triste' era a lettere cubitali. gli altri indie rockers di spezia non erano messi meglio. c'è uno che ora ha un'etichetta in giappone che ai tempi era perfino più nerd di me, e mi parlava dei red red meat e dello scopo nell'evoluzione biologica. ora purtroppo costui è diventato baggiano e felice -e filogiapponese- , e quindi tendo a ignorarlo. ci sono anche gloriosi autistici che tuttora non emergono dall'abisso, e che quindi stimo, o ci sono i pazzi con cui andavo a leggere trattati sulle malformazioni in biblioteca e che ora mi fanno vedere le foto del sangue d'imene delle loro tipe mentre in macchina pompa (se così si può dire) gli autechre. in fin della fiera, chi ascoltava indie rock (1)non sapeva di essere un "indie rocker" e (2)era isolato e triste e ignorato da tutti (dai punk perchè non punk,dai dark perchè non dark,dal resto del mondo perchè,beh,ci siamo capiti). il punk era una scena, tanto più che ad alessandria c'è gente che si ricorda di italo. gli indie rockers,no.
sicchè un bel giorno il vostro brullonulla, forte del suo background, va a bologna. a bologna sa che c'è tanta gente che ascolta indie rock, e così si aspetta quello che si aspetta dal suo vissuto. ovvero tanta gente isolata e triste che casualmente si ritrova, ed è felice di giocare a scacchi, parlare di astrofisica o di avere crisi isteriche isolate in un angolo buio, mentre gli Hood spalmano un vento glaciale. inutile dire che brullonulla rimane parecchio stupito quando si ritrova ad andare ai concerti a bologna. si trova immerso in luoghi colmi di bravi ragazzi ben vestiti e dotati di macchina digitale, accompagnati da una marea di fichette sorridenti e spocchiose. i bravi ragazzi con sorriso bianco a 64 denti dicono ad amici e fichette: "hey,martedì vengono i Black Heart Procession!" - essi, i bravi ragazzi, sorridono parlando di black heart procession. essi sono tutti amici, tutti allegri, tutti assolutamente a loro agio. non v'è traccia di un passato cupo e di perversioni logiche nei loro occhi. v'è traccia solo di una sana carriera universitaria, di serate passate tra un daiquiri e una performance teatrale scadente, di playlist a radio città del capo e via dicendo. essi sono felici, essi stanno bene, essi non sono niente.
la cosa raggiunge il colmo quando, qualche anno fa, brullonulla si dirige al concerto che sognava da una vita: will oldham, ex Palace, ora Bonnie Prince Billy, il cantautore più cupo, straziante e disperato partorito dagli stati uniti se non dall'emisfero occidentale. l'uomo che ha composto Arise,Therefore e I See A Darkness. l'uomo dalla testa bombata che nel suo primo disco con totale semplicità e disperazione ha dichiarato di volersi scopare la sorella. l'uomo che ha disossato il country e ne ha fatto lo scheletro con cui mettere in ridicolo se stesso. l'uomo,ecco. allora, che succede al concerto di will oldham? succede che ci sono le ragazzine che strillano,come a TRL. non vi è chiaro? c'erano le ragazzine che strillano, come a total request live in piazza duomo a milano ,quello di mtv col maccarini di merda. ci stiamo solo vagamente rendendo conto? ci stiamo rendendo conto che queste ragazzine scalpitavano di gioia e sorrisoni davanti a canzoni come You will miss me when I burn ? e che i piccoli massimo coppola che li accompagnano, invece di stordirle a ceffoni come si converrebbe, riducendole ad un imposto silenzio di rispetto, annuiscono fieri delle loro piccole alunne? vi è chiaro il concetto? vi è chiaro che sarebbe stato meno insensato e fuori posto mettersi a ridere davanti ai forni di dachau? brullonulla non capisce, e rimane stordito e perplesso di fronte a tutto ciò. per un certo periodo pensa che sia una ignobile ma locale devianza bolognese, anche se il tenore degli articoli su blow up e l'esistenza di sodapop dovrebbe farlo riflettere seriamente. nel frattempo brullonulla mette su il blog che state leggendo, e inizia a venire a contatto col resto del mondo. egli scopre così un mondo che felicemente finora ignorava.
l'orrore cresce nel 2004, anno di merda sotto quasi tutti i punti di vista. cresce vedendo che l'abominevole blasi (sulla quale attendiamo un daw-fumetto -ma non subito,o mi si intasa la banda di altervista) si ritiene orgogliosamente indie. cresce leggendo su blow up il grottesco articolo riservato agli uochi toki. cresce ascoltando radio città 103 a bologna e sentendosi in imbarazzo. cresce quando scarica i dischi di questo qui e si accorge che -oltre ad avere il una imbarazzante faccia di cazzo, e a dire stronzate artistoidi nelle interviste- fa cagare.
fino a quando si arriva a questo post di delio, il quale riassume mirabilmente il concetto che per il resto del mondo l'indie rock non è quello che pensavo io. per delio l'indie rock è fatto di grafiche pastello, affetto, positività, "senso di far parte di una scena ampia". ma di che cazzo sta parlando? dov'è la grafica pastello nei dischi degli slint? dov'è la positività nei dischi di smog? quale scena ampia si ritrova ascoltando gli hood? la musica dei red house painters è priva di cupio dissolvi? di quale farneticazione stanno parlando? cos'è,ascoltano solo i jimmy eat world, i franz ferdinand e i figurine? ma neanche il banhart mi sembra questo pagliaccio. è forse l'ennesimo scherzo per farmi uscire fuori di testa? e ora cosa devo fare? non posso certo fare come il coinquilino, il quale si rende ridicolo ai miei occhi ascoltando ogni dì radio gotiche e scaricando immondizia pseudo-dark. nè posso sostenere di ascoltare crust ed harsh noise da mane a sera, visto che di mostri nella mia testa ce ne sono abbastanza, ed è roba di cui non mi frega un cazzo se non per interesse entomologico. sicchè che mi rimane? mi rimane che rimango ad ascoltare indie rock. mi rimane che in questo, ancora una volta, ridivento disadattato fra i disadattati, paria tra i paria. mi rimane quindi che non mi smuovo dalla mia condizione di polo isolato e isolazionista. resta solo un problema. cosa dico alla gente quando mi chiede "che cosa ascolti"? di solito le mie risposte erano due: (1)ascolto musica lenta e tristissima e (2)ho buttato via tutti i miei dischi di luciano berio e ora ascolto solo fargetta. in entrambi i casi mi vengono chieste delucidazioni che mi vergogno a dare (tipo: perchè prima ascoltavo luciano berio?). io non lo so,e lo chiedo umilmente a voi.
post scriptum: se volete divertirvi, rubate l'ultimo numero di blow up e leggete la figura di merda che fa
l'anima indie rock di stefano isidoro bianchi di fronte all'imponenza atemporale di Yamatsuka Eye. giusto un passaggio:
sabato, dicembre 25, 2004 the night before christmasè una tepida notte di natale. nel discorrere amabilmente con onq sul messenger, ecco palesarsi una mail di daw. godetevi il fumetto natalizio. (è linkato acciocchè non mi sugga banda ad ogni reload della pagina)io amo quest'uomo. è natale,ed amatelo anche voi. ed amate anche me inviandomi un cellulare. buon natale. martedì, dicembre 21, 2004 cratere al posto di splinder
tira brutta aria di questo periodo. come fa notare dhalgren tutti i migliori se ne stanno andando oppure si rifugiano nell'autismo più profondo. certo reggono brillantemente antichissime glorie e altre si rinnovano come fenici. per non parlare delle nuove leve assai promettenti, ma sicuramente ancora ingenue. insomma, si respira l'aria della fine di un'epoca. all'interno di questo sfacelo io mi sforzo ordunque di resistere e di portarmi avanti, accompagnando gli antichi nell'inverno della nostra solitudine e facendo da mentore ai giovani, raccogliendo le risorse sperdute, aggrappandomi alle fila ormai fragili di un'arte perduta. e quando dal medioevo rinascerà l'uomo, il mio sforzo non sarà stato vano. lunedì, dicembre 20, 2004 se ci fosse giustizia
questo mio paragrafo che forse un dì verrà pubblicato getterebbe nel gorgo nero il mio ambito di ricerca. ma giustizia non c'è, e tutti rideranno, e ignoreranno giulivi di perpetrare il falso. Since natural modules are thought, by definition, to be independent f0lding units, this should not introduce artifacts and allow to study with precision the mechan1cal behaviour of a given f0ld. Nevertheless there are hints that spacer sequences and neighbour modules can somehow affect the mechan1cal stab1lity of a fold. This problem has only been marginally cited, but it can have serious implication for both unf0lding and ref0lding studies, and it can be of biological importance. |